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By admin - Posted on 17 January 2009

Ciao a tutti, questo è lo spazio dedicato a chi, anche da lontano, vuole scrivere di Rassa e dintorni.

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Un saluto commosso a Lidia che ci ha lasciato e la partecipazione sentita di tutto Mezzanaccio al dolore di Albino e famiglia.

PISTA CICLABILE

febbraio-2012 Grazie al rilievo dell'instancabile Mauro DeBiaggi realizzato lo scorso Ottobre, pubblichiamo la traccia GPS sul nostro sito di RASSAVALSESIA.COM
In allegato potete scaricare il file in gpx rappresentato nella mappa di google, mentre al link Percorso Mountain Bike trovate approfondimenti, foto e l'altimentria del percorso; inoltre al link itinerario schermo intero è possibile scoprire il percorso a schermo intero:

Buona gita con le vostre Mountain Bike!

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MTB_RILIEVO.gpx 51.76 KB

Auguri di Buon Natale a tutti e di un 2012 che possa vederci sempre più spesso nella nostra bella Valle

UNA PIACEVOLE CHIACCHERATA CON IL SEPIN DELLA PIANA

Pubblichiamo un'introduzione della lunga intervista al Sepin, uomo di montagna nato nella valle Sorba e residente alla Piana.

Untitled from rassavalsesia on Vimeo.

DSC_0063.JPG

A Brusuglio, poco più di un secolo dopo Wright….

 

Con questo pragmatico titolo, l’Emilio Uggeri, “il novelliere delle Case Sparse di Brusuglio” ha una bella e quasi incredibile storia da raccontare.

E che il lettore abbia quindi la compiacenza di proseguir nella lettura perché, a suo dire, dell’Emilio s’intende, ne val proprio la pena.

Partiamo da lontano

Lasciando ora la terza persona, risalgo il fiume del tempo per portarmi indietro di qualche millennio con un pindarico (1)‘volo senz’ali’, capacità riservata esclusivamente all’umanità e, che di per sé, mi offre lo spunto per entrare in tema.

L’ebrezza del volo umano fa parte della mitologia greca ed il leggendario Icaro, figlio dell’inventore Dedalo, ne raffigura un’icona; a Creta il re Minosse aveva fatto costruire a Dedalo il labirinto per il Minotauro. Avendolo costruito, e quindi conoscendone la struttura, a Dedalo e suo figlio fu preclusa ogni via di fuga: Minosse temeva infatti che ne potessero svelare i segreti.

Per scappare, Dedalo costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fece prendere dall'ebbrezza del volo e si avvicinò troppo al sole; il calore fuse la cera, facendolo cadere nel mare dove morì.

Il padre arrivò sano e salvo in Sicilia dove costruì un tempio dedicato ad Apollo, in memoria del figlio Icaro (2).
icaro gattoniicaro gattoni

Icaro non ascoltò il Papà. Disegno di Italo Gattoni di Vocca

 

 

I pionieri della navigazione aerea

Sorvolando la storia antica o  Romana e giungendo a cavallo tra la fine dell’era Medievale (3) e l’inizio dell’era moderna o rinascimentale, anche il genio universale Leonardo da Vinci s’occupò del volo, lasciando ai posteri numerosi disegni di apparecchi volanti, macchine azionate da corde, pulegge e….forze di braccia.

Poi, sul finire del Settecento si parla degli aerostati il cui fluido sostenitore è l’aria calda; nel 1783 troviamo i fratelli Mongolfier che, con la loro invenzione al tempo considerata anche come uno spettacolo da fiere, viaggiano e fanno viaggiare nell’aria.

Qualche decennio dopo, le genti vedono sorvolare grandi aeronavi spinte da enormi eliche che, di lì a poco, chiaranno dirigibili (flosci, rigidi e semirigidi).

E venne il tempo del tedesco Otto Lilientthal il quale, dopo esseresi buttato più di 2.000 volte dall’alto delle colline o dai tetti delle case, portò i suoi alianti, fatti di bambù e di canne d’India ricoperte di cotone, ad un altissimo livello di perfezione

Siamo così lentamente entrati nel mondo degli ‘apparecchi volanti’ che, seppur ancora padri di figli che a breve nasceranno, iniziano col configurarsi dotati di grandi e leggere ali, di alettoni….e motore.

Vari componenti del mosaico andavano rapidamente riunendosi.

Jean-Jacques Rousseau (1712-78) che riteneva possibile il volo umano, così scrisse ‘ci libreremo nell’aria con l’impeto con l’impeto dell’aquila, divertendoci ad osservare il comportamento puerile dei piccoli uomini che strisceranno sulla terra sotto di noi’ (4). Disegno di Italo Gattoni di Vocca

 
volovolo
Disegno di Italo Gattoni di Vocca

 

 

Il fratelli Wright

Entrano qui in scena i fratelli Orville e Wilbur Wright che, per l’esattezza, non furono pionieri in quanto si avvalsero ampiamente di esperienze altrui, ma la loro opera sintetizzò un secolo di esperimenti (4). In quel tempo, i due inventori gestivano una fabbrica di biclette nell’Ohio e le attrezzature dovevano rivelarsi molto utili per questa loro nuova impresa.

E così, il giovedì 17 dicembre del 1903, a Kitty Hawk, North Carolina – (USA) su un biplano monoposto con 2 eliche da loro costruito (si chiamava Wright Flyer o Flayer I) Orville Wright compie il primo volo della storia: durò 12 secondi percorrendo una distanza di 37 metri.

Dopo il primo volo, nella stessa giornata, ne seguirono altri tre poi, al quarto volo, il Flyer rimase danneggiato.

Il secondo dei quattro voli coprì una distanza di 266 metri e durò 59 secondi. Era cosa fatta.

I fratelli Wright continuarono a costruire aerei per tutta la loro vita (2) (5) (6).

 aerostatoaerostato

1903: il primo volo durò 12 secondi e percorse 37 metri, i più importanti della storia dell’aviazione

 

Ed eccoci qui a Brusuglio, dove il Signor Boscaratto sta….

Come visto, la storia dell’umanità ha parecchi millenni ma quella dell’aviazione non ha che poco più di un secolo, un secolo ricchissimo di nuove scoperte ed evoluzioni tecnologiche tali che, non solo hanno permesso di infrangere la barriera del suono, ma hanno permesso all’uomo di lasciar l’orma sulla luna, impresa è già sottotilota ‘astronautica’.

E senza parlare di telefono, televisione, computer e internet…un insieme di scienze e tecnologie  che permettono a chiunque di girare il mondo senza muoversi da casa.

Tornando a rimettere i piedi per terra, v’accompagno ora nella mia terra natia di Brusuglio per condurvi per mano dal Signor Boscaratto che, nella sua officina sita poco più in là del vecchio e maldeodorante torrente Seveso, si sta  proprio ‘costruendo’ un aeroplano.

Avete inteso bene: qui a Brusuglio, il Signor Girolamo Boscaratto, classe ’34 di Conegliano (Treviso), sta costruendo e ‘pezzo per pezzo ed esclusivamente su suo disegno’ un vero aeroplano, ad elica, uno di quelli dall’affascinante struttura longilinea e affusolata.

 primo voloprimo volo

Il Signor Boscaratto Girolamo tra il motore e la carlinga dell’aeroplano che ‘su suo progetto…pezzo pezzo…e a mano’ sta realizzando. E’ stata un’impresa fotografarlo perché non voleva.

 

Meravigliati vero? Lo sono rimasto anch’io!

“Non è la mia prima esperienza” mi dice mostrandomi una serie di modellini “che hanno volato” ci tiene a precisarmi. Per motivi non strettamente legati agli studi, ha frequentato per anni il Politecnico di Milano “ ero amico del Professor Rotorndi, noto docente di costruzioni aeronautiche col quale fondammo poi una Associazione di appassionati avente lo scopo di far sì che, anche in Italia, si potessero realizare costruzioni aeronautiche amatoriali, a quel tempo ancora proibite. Sull’onda di quanto si faceva all’estero e incoraggiati da personaggi noti nel mondo aeronautico, su progetto del Professor Rotondi e con il coinvolgimento degli studenti,  iniziammo la costruzione di alcuni prototipi, uno dei quali e  quell’aereo che vede là appeso….” Mi dice indicandomi una complessa e fitta struttura in legno ben riconoscibile come una carlinga d’aereo.

“Sono in società con un mio caro amico avvocato, appassionato anche lui come me del volo….” ci tiene a dirmi il Signor Girolamo Boscaratto “ che quando può, viene qui ad aiutarmi: ma di certo è più bravo a fare l’avvocato che l’operaio aeronautico!” mi dice divertito.

Ma volare, costruire aeroplani, gli chiedo, richiede un qualche permesso?

“ Innanzi tutto…” mi risponde” per volare è ovvio che bisogna studiare, frequentare la scuola di volo e avere il brevetto; per la costruzione dell’aereo invece no, è libera, ed è libera proprio perché con la nostra Associazione riuscimmo ad ottenere la delibera con la detta ‘circolare 15’, con la quale veniva concessa anche all’Italia, come già in Francia, Svizzera…. Stati Uniti, la costruzione di aeroplani d’amatore”

Chi garantisce che questi aeroplani volano?

“ Va subito detto che un conto è la costruzione di un aeroplano seguendo un progetto ‘originale’ come quello che sto costruendo io….e un altro conto sono le costruzioni seguendo progetti già realizzati e collaudati che. nella pratica, sono kit  prodotti per la maggior parte negli USA. Naturalmente, i progetti originali come il mio, essendo nuovi e più laboriosi, hanno bisogno di una maggiore sorveglianza dell’Ente di Controllo per la sicurezza e la protezione del volo rispetto alle costruzioni di aereo composte da  kit pre-confezionati, i quali, rispetto ai primi, richiedono solo cura e attenzioni nell’assiemaggio”.

Ma quanto costa costruire un aereo?

“Del mio indispensabile caro amico-socio-collaboratore avvocato ho già detto. Se parliamo di kit da assiemare, il costo d’acquisto - sempre escluso il costo/tempo/uomo -  può aggirasi sui 20.000 Euro e, naturalmente, anche molto di più, a seconda del tipo d’aereo. Farne progettarne uno invece costerebbe moltissimo. Quello che sto costruendo, che abbiamo battezzato B400 APTERIX, è lungo metri 6,80 con  una apertura alare di metri ,7,50; essendo io il progettista, avvalendomi naturalmente da amici competenti… ” ci tiene a dire il Signor Boscarotto sfogliando un grosso contenitore ad anelli “ ….e disponendo già di molti materiali, visto oggi il costo non è particolarmente impegnativo, escludendo sempre i miei anni di lavoro, oggi giunti e superati i 10 anni! Pensi che il progetto è stato pensato negli anni ’80!”

Dell’aereo che sta costruendo mi mostra un modellino “Vede, questo è un modellino in scala completo di motore e perfettamente funzionante che abbiamo fatto volare nella pista di Quattroruote di  Vairano per poterne considerare il comportamento in volo, gli effetti e trarne informazioni utili; riscontrando in quella prova di volo alcuni cose da sistemare, riandammo a provare qualche tempo dopo nella pista di Monza! Questo modellino avevamo in piano di portarlo anche nella galleria del vento del Politecnico di Milano per considerarne l’aerodinamicità”.

 

Tutti i progetti tecnici che abbiamo nella mente vanno disegnati in ogni particolare e descritti in ogni loro piccolo dettaglio “disegno di notte e di giorno costruisco’ mi dice il Signor Boscaratto.

 

Una rappresentazione prospettica dell’aeroplano  B400 APTERIX in costruzione

 

 

Ma si può: uno che qui a Brusuglio costruisce un aeroplano!?

E’ la prima cosa che mi son chiesto quando l’ho saputo!

Brusuglio, delizioso paesino che un tempo faceva Comune e Catasto a sé, sarebbe stato sconosciuto ai più se non fosse stato abitato da Alessandro Manzoni; io qui alle ‘Case Sparse’ di Brusuglio ci sono nato (1944) e tutt’ora ci risiedo nella stessa casa che costruirono i miei bisnonni e nonni paterni negli anni ‘30; su Brusuglio di Cormano, paese che amo, ho scritto il libro ‘Al tempo dei gelsi’ – e uno ce l’ho nel cassetto -  ciò a dire che ci tengo tantissimo a conoscere e valorizzare il mio paese e le sue genti.

Così, quando ho incontrato il Signor Girolamo nella sua officina  e visto l’aeroplano che stava  fabbricando ‘pezzo per pezzo e a mano’ ci sono rimasto! “ ma guardi che è una cosa normale…” mi dice e al che io di rimando gli dico che è normale mica tanto! Qui a Brusuglio ci sono stati i Facetti che hanno costruito pezzo per pezzo e a mano un’auto da corsa…normale mica tanto costruire poi un aeroplano! “Sì…Sì, i Facetti li conosco…è normale per me, è normale per noi, normale per chi viene dall’ambiente! Avendo lavorato per molti anni nel settore aeronautico, un bel po’ di utile esperienza me la sono fatta…”

Normale mica tanto!

 

“guardi!” mi dice convinto il Signor Boscaratto “che per me, costruire un aereo è una cosa normale!”

 

Già! Normale mica tanto!

A Cormano c’è un Museo nel quale sono state raccolte diverse storie, dico al Signor Girolamo Boscarratto “Certo!” mi risponde “e l’Ingegnere che lo dirige ho avutoil piacere di conoscerlo”.

Seppur di domande ne avrei da fare ancora un’infinità, quando l’intervisa si sta per concludere, il Signor Girolamo si sente in dovere di dirmi: “a proposito di normale mica tanto come dice  lei….guardi Signor Uggeri che anch’io e mia moglie, leggendo i suoi libri ci siamo chiesti come fa a scrivere così tante cose… che ricercche deve aver fatto…quanto tempo e denaro….”.

Lo interrompo, a proposito di tempo, è ora che mi congedi.

Sto scrivendo altri libri, per me è normale.

Emilio Uggeri delle ‘Case Sparse’ di Brusuglio

 

(1) alla maniera di Pindaro, poeta greco del 500 a.C.

(2) estratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera

(3) la scoperta dell’America, 1492, segna l’epilogo dell’era Medievale e l’alba dell’età Moderna

(4) da: STORIA DELL’AERONAUTICA di Courtlandt Canby – U. Mursia & C. Editore, Milano, 1963

(5) da: “Il primo volo in aeroplano” a cura di A.Fleres

(6) dall’articolo ‘Da un giocattolo nasce l’idea dell’aeroplano’ di Peter Robert, pubblicato su Historia n. 160,

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Dal mese di marzo 2011 per tutti gli amici di RassaValsesia iscritti al sito è possibile inserire direttamente le proprie foto, creare propri album ed aggiornare quelli già presenti.

Il primo album è ovviamente dedicato all'inverno ormai terminato.. ..anche se a Rassa di neve c'è ne ancora Smile

LaughingALBUMLaughing

 

L'Ultimo saluto a Giovanna Terzoli in Demattei


Rassa e Serravalle Sesia piangono la scomparsa di Giovanna, una persona molto conosciuta e ricca di storia.
Il 'Cantone San Giovanni' perde infatti una tra le ultime figure più
storiche del delizioso paesino Rassa mentre Serravalle Sesia la piange
ricordandola anche come Moglie di Igino Dematteis che, negli anni
sessanta, avevano un bel negozio d'arredamento.
Ma di più la piangono come adorata Mamma le sorelle Carla e Bruna,
ragazze deliziose e riservate che le sono state vicine ovunque e da
sempre.
Nel luglio del 1969, quando l'uomo mise per la prima volta il piede
sulla luna, io ero ospite con la mia allora fidanzatina Flora Terzoli
(che nel '71 diventerà mia sposa) proprio a Serravalle, nella casa di
Igino, Giovanna e delle loro figliole, ancora ragazzine, Carla e Bruna.
Dall'esile figura, Giovanna era sorella maggiore di Margherita e Maria -
morta giovanissima - e del mio grande e caro suocero Americo 'Merico';
quasi tutte le domeniche, e lo fu per diversi anni, col Merico e sua
Moglie Piera si andava o a Serravalle dalla zia Giovanna e Igino o su in
Crabia da Margherita e Livio Giuliani, suo marito ed i loro tre figli
Osvaldo, Iliana e Gianfranco; oppure, ed era la terza alternativa, si
andava su a Rassa.
C'era un forte legame affettivo tra Giovanna, Margherita e l'Americo
Terzoli per cui si era instaurato un affettuoso rapporto anche tra i
loro figli, cugini primi di mia Moglie Flora.
Poi il tempo, l'inesorabile tempo, se ne è portati via tanti, di ogni
età: Igino,  il Merico, il Gennaro, Margherita, Livio, l'Osvaldo, la
Signora Piera del Merico ed ora  per l'appunto Giovanna.
E con la loro scomparsa se ne è andato un mondo del quale ne ero entrato
a far parte e che con il mio libro 'Rassa - La cà dal Milio' ne ho
inteso ricordare un po' di quei bei momenti: un libro che andrebbe però
aggiornato perchè troppi ci hanno nel contempo lasciato.


Agli stretti familiari della Zia Giovanna giungano le condoglianze.


Emilio Uggeri

Hostaria di Bricai di Giorgio e Chiara DE FABIANI

è ONLINE!

Il nuovo sito dei nostri amici è www.hostariabricai.it

Come sempre il lavoro sulla veste grafica di Eleonora Uggeri è riuscitissimo: Complimenti!!!

Iscriviamoci subito alla newsletter per essere sempre aggiornati sulle proposte culinarie di Giorgio e Chiara.

 

 

DIZIONARIO  GEOGRAFICO STO RICO-STATISTICO-COMMERCIALE DEGLI STATI DI S. M. IL RE DI SARDEGNA GEOGRAFICO STORICO - STATISTICO - COMMERCIALE  DEGLI STATI DI 8. M IL RE DI SARDEGNACOMPILATO PER CURA DEL PROFESSORE E DOTTORE DI BELLE LETTERE

GOFFREDO CASALIS

OPERA MOLTO UTILE AGLI IMPIEGATI NEI PUBBLICI E PRIVATI UFFIZI A TUTTE LE PERSONE APPLICATE AL FORO ALLA MILIZIA AL COMMERCIO E SINtiOLARMENTE AGLI AMATOHI DELLE COSE PATRIE
Oinncs e.nniunii caritates patria
una completa cit. Oc. i Off.

RASSA.

Nel territorio di questo comune esiste una cava di marmo bianco statuario, già accennata dal Casalis a pag H5 del Vol. XVI. L'architetto Francesco Farinelli dice che questo marmo « è traslucido, puro ed omogeneo, di grana fina, e di contestura molto compatta, formato dei più notabili granelliui quarzosi, avente una leggerissima tinta giallognola rosacea, come l'avorio, più visibile al riflesso del sole, e conforme agli antichi marmi delle isole di Paros, di Masso e di Tinos, ed a quelli dei monti Pentele ed lìncìto presso Atene, non che ai bellissimi calcarei di Carrara e di Luni; che si vede traversato da alcune vene grigie o micacee; che è bianchissimo e lattato per modo che sembra , al dir di alcuni , appartenere al cristallino dei naturalisti, e al dire di altri, al salino ed al cipollino degli antichi; che presenta la maggior vivacità di colore, la più perfetta omogeneità di un bel polimento; e che non contenendo argilla, non si sfalda all'aria; nè si lorda coprendosi di ruggine , per non racchiudere nella sua composizione solfuri di ferro; perocché egli è questo un calcario di antico sedimento e di formazione primordiale fra le roccie primitive in quelle grandi caverne, dove si formarono le stallatiti della più pregiata e preziosa qualità del calcario saccaroide ».

L'ingegnere Giuseppe Antonini soggiunge che questo marmo « è per hi maggior parte un carbonato di calce, il vero sacca. roide; che presenta molti e lucidissimi cristalli clie servono a diirgli un bel aspetto e .trasparenza; che una lieve tinta tendente al roseo gli aggiunge pregio per la statuaria,e che è incontrastabilmente migliore di quello di Carrara sia per la bellezza che perla durata, prevalendo relativamente nel primo la cristallizzazione della silice perfettamente cementata col carbonato calcale, in modo da rendere tale marmo resistente assai più degli altri statuarii all'azione delle intemperie. Il suo peso specifico è approssimativamente di 3. 40 , cioè pesa poco meno di tre volte e mezzo più dell'acqua , e quindi il peso di un metro cubo di questo marmo sarebbe di circa chilogrammi 3400. »

Trovasi questo prezioso marmo nel monte detto il Manteco quasi all'estiemità della valle del Sorba , in distanza di circa due ore di cammino da Rassa , su terreno di proprieta di certi Sceti. La cava , o per meglio dire la grotta rulla quale presentasi all'occhio questo marmo , è a circa 180 metri dal fondo della valle a destra salendo il (lroso denominato della Calcina. Oltre l'anzidetto marmo statuario, di prima qualità , havvene pure in abbondanza di un altro anche bianco di seconda qualità , simile al Ravaccione di Carrara. Tale marmo alquanto venato di turchino , ma pure di bella apparenza e durata, mostrasi da ogni lato del Mazzucco dall'altezza della grotta sino alle falde inferiori del monte , ed anche dal lato opposto della valle.

La cava di questi marmi è già da secoli conosciuta, e vantaggiosamente ne parla il benemerito canonico Sottile nella sua Storia della Valsesia^ anzi nello scorso secolo s'intavolarono trattative per la coltivazione di essa e per la cessione all'amministrazione del duomo di Milano, le quali riuscirono a vuoto per causa dell'ingente spesa (4 milioni di lire milanesi), che in allora sarebbe stata necessaria per la costruzione di una strada carreggiabile (1) da Novara sino alla cava; spesa per

(1) La strada a costruirsi era in allora della lunghezza di circa 130 chilometri, vale a dire tutto il tratto che corre dal luogo della cava sino a Novara, toccando i luoghi di Bassa, Piode e Varallo ; ora poi non rimanendo a farsi che il tronco interposto tra il sito della scavazione e Piode passando per Rassa , il quale ha una lunghezza di soli 15 chilometri , la epesa non monterebbe alle lire .150 mila.

cui avrebbe avuto un largo compenso nel maggior pregio e nel minor lavoro , che , siccome più arrendevole, richiede il marmo ili Rassa, che non quello durissimo delle cave di Candolia a cui si ricorse.

Il difitto di coltivare queste cave marmoree sembra competere esclusivamente alla comunità e agli uomini di Rassa ; avvegnaché ciò risulti chiaramente dal Laudo in data 28 agosto 1728 stipulato tra la comunità di Rassa ed i consorti Sceti già sopranominati , mercè cui questi acquistarono da quella una gran superfìcie di quei monti alpini. Infatti l'art. 4.° di quel Laudo stabilisce: Quod omnes cavae sive fodinae , vulgo di calcina e di pietra da mole, Ime usque posnessae per dictam Communitatem et liomines loci Rassae, et sitae in bonis praedictis versus Onaglium et circum circa summitatem dictorum honorum dominorum de Sceto, perpetuo sint et remanere debeant ejusdem Communitatis et liominnm lìassae, et ad eorum usum privativum, absque eo quod dicti domini consorte» de Sceto , eorumque haeredes et succeswres quovis futuro tempore pretendere passint, nec vulcant in dictis cavis et fodinis , ut supra , aliquod jtts patronale neque usum vel dominium, etiamsi dictae cavae et fodinae, ut supra, remanerent vel remaneant in sito et fundo corum propriis , et conspici passint , quod nunc fieri nequil oh plantarmii multitudinem et unionem ab angulo dictae magnae Caserae, et a dicto prato della Piova , adunt in tali casu aer, et fundus dictorum honorum cum plantis omnibus in eis sint, et esse deliemli ex jure dominis et proprietatis diclorum dominorum de Scelo, ul supra, resemato tantum jure dictae Communitati, el liominibus, ut supra, utendi excavandi et expvrtandi in tl a dictis cavis et fodinis ul supra, ad eorum benepìacitum, el calcem cl molas absque aliqua contradictione , et dummodo excavationes praedictae in casu ut supra, el fieri non possint a parte inferiori, sed extendi tantum a parie, et partibus superiori, el lateralibus. Checché di ciò sia, vero è che finora né la comunità, né gli uomini di Rassa, né altri impresero la coltivazione di questi marmi stante le gravi spese che si dovrebbero incontrare preventivamente nello stabilite quelli opere che sono indispensabili pei farne sperimento.

L'ingegnere Farinelli di Torino , penetrato dell'importanza grandissima del marmo statuario di Rassa e dei notevolissimi vantaggi che. coltivandolo, ne ridonderebbero alla Valsesia non solo, ma ben anche allo Stato, ne promosse caldamente ta col' tivazione, proponendo a tale scopo la formazione di una Società anonima ed industriale col titolo di Società coltiratriee delle cave marmoree Italo .Subalpine nella Valsesia. Questa Società mediante un capitale di sole lire 300 mila , potrebbe secondo i calcoli dell'or nominato ingegnere iniziare quest'impresa, e qualora i primi esperimenti corrispondano alle speranze, che vogliamo credere fondatissime , condurla a buon termine con grande utilità e dei singoli soci e del paese; poiché cosl in vece di un'importazione di marmi, come suol farsi per l'arte scultoria da Carrara, ne avremmo una notevole esportazione di quelli di Rassa. Un'idea dell'utile che presenti rebbe tale impresa , si può avere dal prezzo cui è salito il marmo di Carrara di prima qualità, costando in Torino un masso di due metri cubi da 8 a 10 mila lire, ed il ravaccione, cioè quello di seconda qualità, lire 240 al metro cubo.

L'utilità grande che ne avverrebbe al paese dalla coltivazione del marmo di Rassa venne anche dimostrata dal sopracitato ingegnere Antonini in un opuscolo ch'ei pubblicò sul principio di quest'anno (1857) in Varallo col seguente titolo : Della strada ferrata da Novara a Varallo e specialmente della convenienza di una ferrovia a vapore in rapporto al commercio ed alle industrie della vatlata di Sesia.

Archiviate anche per il 2010 le manifestazioni alla Frazione Piana di Rassa (VC)


Anche quest’anno con rammarico dobbiamo archiviare il nostro piccolo programma che ogni anno puntualmente proponiamo, per rallegrare ,dare continuità alle tradizioni e cercare con l’aiuto di tutti di tener aggregate più persone possibili.
Il nostro programma spaziava dalle attività religiose, culturali , aggregative, musicali e di tradizione,
fino alle attività sportive.
IL primo appuntamento è stato la visita guidata lungo il sentiero dell’Arte “ Rassa-Mezzanaccio”.
L’attività conosciuta e frequentata da alcuni anni, ha permesso a nuovi visitatori l’attraversamento della
Val Gronda in condizioni climatiche buone ,dando l’opportunità di conoscere e visitare luoghi di cultura tradizione e sistemi di vita passati.
Sul mezzogiorno il gruppo arrivato alla Frazione Piana,ha potuto fermarsi nel nostro punto di ritrovo il famoso “Capannone” e pranzare comodamente. Nel pomeriggio con l’aiuto della guida e del sottoscritto fabbriciere della Piana, ai visitatori è stato illustrato tutto ciò che nella frazione rimane e mantenuto nel tempo, di Tradizione, di Artistico(cito il nostro pittore Giacomo Arienta) di Cultura e in modo particolare quello spirito di amicizia che da sempre lega le persone che si fermano nei nostri luoghi.
Ripercorrendo un vecchio sentiero, il gruppo è ridisceso poi a Rassa.
La festa religiosa di San Bernardo da Mentone è stata la seconda attività, ed ha visto riunite come da tradizione, tutte le famiglie della frazione per la Santa Messa,celebrata da Don Domenico Guala con la presenza dell’amico Don Ezio Caretti (parroco di Borgosesia) l’incanto e l’estrazione premi.
Nella mattinata è stato assegnato il premio “Lucertola d’argento 2010”.
Il premio quest’anno è stato dato a tre nuove leve della Frazione.
Ai fratelli Rizzato Riccardo e Giacomo e a Guglielmina Simone.
Il loro impegno nell’attività della nostra piccola comunità, è stato riconosciuto e premiato.
IL terzo e quarto appuntamento, sono le due giornate legate all’attività del vecchio Forno Consorziale e sono sicuramente quelle che più impegnano le persone della Piana.
Il vecchio Forno, con un forte sforzo economico, è stato ristrutturato totalmente nel tetto per il cedimento dovuto alle nevicate di due anni fa, e quest’anno ha potuto riprendere il suo funzionamento.
All’Impresa di Ezio Ferraris di Rassa và il nostro grazie.
Il pane fresco, Polenta e spezzatino, assieme ai prodotti portati dall’alpeggio dal pastore Silvano Guglielmina e da suo figlio, gli Scapin, il Puncetto, le Gerle di Ernesto Chiara e tanta allegria, sono state l’attività del giorno 11 Agosto.
Le famose Pizze, tradizione della Piana da oltre trent’anni, e la Corsa in montagna organizzata da sempre dal Carluccio Chiara, anche con un tempo un po’ inclemente,sono state le attività del giorno 14 di Agosto.
Tanta gente ha condiviso con noi tutto questo con tanto spirito di aggregazione , condivisione ed allegria.
L’ultimo appuntamento a Rassa presso il Ristorante di Pietro ed Enrica è stata la serata musicale classica.
Una bella serata in compagnia di tre musicisti ha allietato la notevole presenza di persone.
Assieme a Pietro ed Enrica, và un ringraziamento alla locale “PRO LOCO” di Rassa , con i quali abbiamo condiviso l’organizzazione della serata.
Ai Visitatori della nostra Valle nuovi o di vecchia conoscenza che hanno condiviso con noi tutte le nostre attività, và il nostro ringraziamento.
Alle persone che in frazione hanno lavorato di notte nel forno:
Giamba, Ubaldo,Bruno,Giacomo,Giancarlo,Dante,Nino, assieme a tutte le nuove leve che erano affianco,
alle Donne della Piana che hanno saputo presentare in modo eccellente la nostra bella Frazione, a tutti i restanti che nel silenzio hanno dato la loro disponibilità, và il mio più grande
“ GRAZIE”
Ed un arrivederci all’anno prossimo per tutti quelli che vorranno condividere con noi queste belle giornate.

Un salutone a tutti
Walter Allegretti.